Il Canale di Corinto: audacia e maestosità

 

Panoramica

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Chi volesse passare dall’Attica al Peloponneso per farlo dovrà, come abbiamo fatto noi, oltrepassare il Canale di Corinto: lo si può vedere agevolmente percorrendo la strada Palea EO Athinon Korinthou, parcheggiando la macchina prima o dopo il ponte, che unisce le due sponde, e percorrendolo a piedi.

Quando ci si sporge dalla balaustra la storia ci investe e vengono alla mente tre aggettivi: audace, imponente e fragile.

Nell’antichità, la città di Corinto era un importante centro navale, commerciale e culturale. Le navi da e per le isole dell’Egeo, circumnavigavano il Peloponneso, superando Capo Maleas e Capo Matapan.

L’idea di tagliare l’istmo di Corinto, per risparmiare dai 200 ai 700 chilometri (a seconda della destinazione), è molto antica risalendo al IV secolo a.C. Si racconta, infatti, che Periandro (tiranno della città) aveva un progetto per la sua realizzazione, ma fu scoraggiato dalla profezia della sacerdotessa Pythia, oracolo di Delfi: «istmon de mi pirgoute mid’ oryssete. Zeus gar etike nisson i evuleto» («non costruire e non scavare l’Istmo. Giove pose l’isola dove voleva»). Al di là della leggenda, i motivi principali per cui Periandro lo abbandonò furono, probabilmente, le enormi difficoltà di esecuzione e, sopratutto, gli interessi economici che miravano a mantenere il controllo del transito delle navi commerciali nel Mediterraneo da parte della città. In seguito, anche Demetrio Poliorcete, re di Macedonia, tentò di realizzare il progetto: il timore, però, che la differenza di altezza tra il Mar Ionio e l’Egeo sommergesse l’intera costa fece desistere dall’impresa. Quando poi la Grecia passò sotto il dominio di Roma, l’Imperatore Nerone lo riprese tanto che tracce dei suoi scavi (26 pozzi sperimentali di 10 metri ciascuno) furono individuate all’inizio dei lavori moderni. Anch’egli però interruppe l’opera per tornare in patria a causa di una ribellione.

Il Canale in costruzione

Il Canale in costruzione

Durante l’epoca moderna vari furono i tentativi di realizzarlo fino a quando nel 1869 venne aperto il Canale di Suez e l’idea di tagliare l’istmo di Corinto tornò in auge. Una società greca portò a termine i lavori e il 25 luglio 1893 ci fu l’inaugurazione.

Fu un impresa audace per aver impiegato 2.500 lavoratori ed i più avanzati mezzi tecnici dell’epoca, durando 11 anni, con l’estrazione di 12 milioni di metri cubi di terra e roccia.

Fu un opera imponente avendo una lunghezza di 6 km, una larghezza, a livello del mare, di circa 25 m ed una profondità di 8 m. Nel punto più alto le pareti arrivano a misurare 90 m e sono scavate quasi in verticale, con un angolo di 80°.

Proprio la sua conformazione lo rese fragile. Le pareti, alte e ripide, sono state da sempre uno dei massimi problemi del canale costruito, altresì, in una zona sismica. I crolli di roccia sono ancora abbastanza frequenti e spesso deve essere chiuso per lavori di dragaggio, come è avvenuto l’ultima volta nel 2006.

Il Canale in cotruzione

Il Canale in costruzione

Informazioni Utili

Questo spettacolo di ingegneria è completamente gratuito.

Per coloro che volessero effettuare una gita nelle acque del canale il consiglio è di rivolgersi alle varie agenzie sul luogo, alcune delle quali effettuano anche il Bungee jumping dal ponte che lo attraversa.

Come Arrivare

In autobus: quelli dell’azienda privata KTEL, provenienti da Atene, percorrono il ponte sul canale fermandosi ad un’autostazione a 200 m dal canale. Ad Atene partono dalla stazione Kifissou, dove si può arrivare con il bus urbano numero 051 da Omonoia oppure con il X93 direttamente dall’ aeroporto.

In treno: prendere la linea M1 ad Omonoia e scendere a Nerantziotissa. Da qui prendere il treno per Corinto della linea periferica ateniese (Proastiakos). La fermata di Corinto, però, dista 6 km dal ponte sopra il canale.

Con imbarcazione propria: il canale è operativo 24 ore su 24 per tutta la settimana escluso il martedì quando rimane chiuso dalle 6 alle 18 per manutenzione, inoltre nei festivi il pedaggio è soggetto ad un supplemento di circa il 30%, anche il porto di provenienza e di arrivo influiscono sul costo del pedaggio, ma in questo caso dipende anche dal tonnellaggio (sul web ho letto che in una domenica di Agosto del 2006 per un gommone di 7,50 m si pagavano 85,00 euro tasse comprese). La velocità massima consentita è di sei nodi. Il traffico è a senso unico alternato, a seconda dei mezzi in attesa e a volte può succedere di aspettare anche parecchie ore. Il via libera viene dato con semafori verde e rosso. Ma, forse per tradizione, anche con delle bandiere su delle aste collocate agli ingressi: bandiera blu ingresso consentito; bandiera rossa ingresso vietato. Il pedaggio si paga ormeggiando al posto di controllo che è situato all’ingresso Est (dalla parte di Atene) e da dove bisogna chiamare la più vicina stazione di servizio per l’eventuale rifornimento.

Le foto storiche sono prese dal web.

L’avventura continua….seguici su Viaggiare è, per sua forma, esistere.

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Giansandro
    Set 20, 2016 @ 17:43:02

    stupefacente

    Liked by 1 persona

    Rispondi

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