Le Meteore: la sfida dell’uomo

 

Panoramica. In primo piano Roussanou. Da destra: Varlaam, Gran Meteora, Agios Nikolaos Anapfasas

Panoramica. In primo piano Roussanou. In alto (da destra): Varlaam, Gran Meteora, Agios Nikolaos Anapfasas

Sì viaggiare, evitando le buche più dure…mi torna alla mente questa canzone quando, curva dopo curva, la macchina avanza, macinando chilometri, verso la Tessaglia, pianura fertile posta nella parte nord-est della Grecia continentale. Fin quando, dietro l’ultimo tornante, si svelano ai nostri occhi pilastri rocciosi che si innalzano verso il cielo, nel punto in cui la pianura termina e iniziano le catene montuose del Pindo e degli Hassia. La strada, che si snoda fra loro, corre incessantemente sotto di noi, arrampicandosi sino al punto più alto, mostrando sia la vallata della Tessaglia, un’enorme scacchiera punteggiata di campi coltivati, sia i boschi che, nonostante le temperature torride, sono di un verde rigoglioso e circondano le basi di queste altissime colonne rocciose.

Monastero di Roussanou

Monastero di Roussanou

Nulla è più strano e meraviglioso di questa regione fantastica, diversa da qualsiasi cosa io abbia mai visto. In tutte le regioni montuose in cui sono stato, non c’è nulla che si possa paragonare a questi straordinari pilastri” (Robert Curzon, Visits To Monasteries in the Levant, 1810-1873).

Posso respirare l’eterna lotta dell’Uomo con la Natura. La caparbietà dell’Uomo, nel voler strappare spazio utile alla roccia. Osservo sempre con ammirazione i fantastici spettacoli, che solo lei sa regalarci e le imprese che l’Uomo, quando vuole, crea sinergicamente con essa e che si fondono armoniosamente con lo spazio circostante. Allora penso che non tutto sia perduto, se solo riscoprissimo quanto rispetto, devozione e gratitudine le dobbiamo, quanto dovremmo considerarci un’infinitesima parte del Tutto, non più importanti di ciò che ci circonda…ma questo è un altro discorso.

Pilastri di roccia

Pilastri di roccia

I geologi non sono concordi sul processo che ha portato alla loro formazione. Oggi l’ipotesi più accreditata è quella del geologo tedesco Philipson, secondo la quale questi pilastri si sarebbero formati 60 milioni di anni fa dal deposito di detriti (ciottoli fluviali e pietre calcaree), che un fiume riversava in un grande lago, esistente in questo luogo e che, con il passare del tempo, si sarebbero in un primo tempo solidificati, poi erosi e, infine, con la creazione della catena montuosa del Pindo generata da terremoti, “fratturati”, creando le formazioni attuali: erose, brulle, con le cime arrotondate ed alte sino a 600 m.

Monastero Gran Meteora o della Trasfigurazione di Gesù

Monastero Gran Meteora o della Trasfigurazione di Gesù

Luoghi di culto, preghiera ed ascesi si ergono sulla loro sommità: sono i monasteri incastonati tra il grigio della roccia ed il blu del cielo. Quasi non avessero intaccato la roccia sulla quale sono appollaiati, sembra si siano modellati sulla stessa non offrendo soluzione di continuità. Si capisce bene perché, allora, gli sia stato dato il nome di Meteore che in greco significa, letteralmente, sospesi in aria. Tale denominazione si estese, successivamente, all’intera zona. Isolamento e tranquillità furono caratteristiche essenziali, che i monaci scelsero per avvicinarsi a Dio, con la carità e le privazioni vollero elevarsi alla perfezione della vita cristiana, ma anche la sicurezza ebbe un ruolo fondamentale nella scelta del luogo, che li proteggeva dalle persecuzioni degli invasori. All’inizio, però, l’area fu frequentata da semplici anacoreti (eremiti), che già nell’anno 1000 d.C. cominciarono ad insediarsi nelle cavità naturali delle rocce. Solo tra il XIV e XVI secolo d.C. iniziò la costruzione dei conventi.

Funicolare per il trasporto merci.

Funicolare per il trasporto merci

Degli originali 24 ne sono rimasti solo 6 (Agios Stefanos, Agia Triada, Gran Meteora o della Trasfigurazione di Gesù, Varlaam, Roussanou e Agios Nikolaos Anapfasas) il cui nome deriva dal santo che lo ha fondato e che, fino al secolo scorso, erano raggiungibili solo con scale a pioli o con sistemi a carrucola, simboleggiando, come spiega l’Unesco, “la fragilità di un modo di vivere tradizionale che è a rischio di estinzione”. Dal 1922 sono facilmente raggiungibili dai pellegrini e dai turisti con scale in muratura o scavate nella roccia, ma funicolari sono ancora usate per il trasporto merci e materiali.

Monastero di Agios Stefanos

Monastero di Agios Stefanos

Nel 1989 l’Unesco ha dichiarato le Meteore Patrimonio dell’Umanità, con questa motivazione: “le Meteore forniscono un eccellente esempio dei tipi di costruzione monastica che illustrano un periodo significativo della storia, quella del XIV e XV secolo, quando gli ideali eremitici del primo cristianesimo sono stati restaurati per far posto d’onore alle comunità monastiche.

Nonostante la massa di turisti, normale vista la stagione estiva, estraniandosi un pochino si riesce a percepire il misticismo e la sacralità che aleggiano in questi luoghi. Certo si fatica a salire fin lassù, ma sarete di certo ripagati dalla vista, dagli affreschi, dalle icone, da codici e manoscritti preziosi.

Monastero di Agios Nikolaos Anapfasas

Monastero di Agios Nikolaos Anapfasas

Vi starete chiedendo quale sia il mio preferito: posso affermare, in realtà, che siano due, i più minuscoli: Roussanau, con una chiesa (katholikon) completamente affrescata che è un piccolo scrigno, e Agios Nikolaos Anapfasas raccolto, intimo e angusto, è stato l’ultimo che abbiamo visitato in totale solitudine!!!! Le sue pitture sono le più affascinati che abbia potuto ammirare, sono le più antiche conservatesi fino ai nostri giorni, intatte nel loro antico splendore e non alterate da restauri troppo invasivi.

Monastero di Roussanou

Monastero di Roussanou

 

Affreschi all'interno del Monastero Agios Nikolaos Anapfasas

Affreschi all’interno del Monastero Agios Nikolaos Anapfasas

 

Affreschi all'interno del Monastero Agios Nikolaos Anapfasas

Affreschi all’interno del Monastero Agios Nikolaos Anapfasas

 

Affreschi all'interno del Monastero Agios Nikolaos Anapfasas

Affreschi all’interno del Monastero Agios Nikolaos Anapfasas

Curiosità

Due monasteri (Agios Stefanos e Roussanou) sono gestiti da donne, mentre tutti gli altri da uomini.

Il 23 aprile si celebra la festa di San Giorgio in cui esperti scalatori si arrampicano per sostituire i mandilas, dei fazzoletti colorati appesi in una roccia dove si dice che il Santo abbia fatto un miracolo.

Nel sacro Monastero della Trinità (Agia Triada), quello più difficile da raggiungere, fu girato nel 1981 il film di James BondSolo per i tuoi occhi.

Monastero di Agia Triada

Monastero di Agia Triada

Informazioni Utili

Il sito internet ufficiale lo potete trovare qui. Anche su Grecia Mia ci sono informazioni utili circa gli orari. I monasteri sono chiusi a giorni alterni e gli orari differiscono a seconda delle stagioni. E bene informarsi all’ufficio turistico di Kalambaca.

L’ingresso ad ogni monastero è di 3 euro. Non esiste un biglietto cumulativo.

Le donne devono avere le spalle e le gambe coperte. Per coprire queste ultime all’interno dei monasteri sono messi a disposizione dei grembiuli. Talvolta, soprattutto nei monasteri femminili, anche gli uomini devono avere le gambe coperte.

Non si possono fare foto all’interno delle chiese.

Si possono fare arrampicate su roccia tranne che sui pilastri dove si trovano i monasteri.

Monastero di Varlaam

Monastero di Varlaam

Come Arrivare

La macchina a noleggio è molto utile dal momento che sarà più facile muoversi da un monastero all’altro lungo la strada che li collega tutti. In alternativa qui potete trovare informazioni utili per spostarsi con i mezzi pubblici.

Album con foto.

L’avventura continua…seguici su Viaggiare è, per sua forma, esistere.

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