Giacomo Costantino Beltrami

 

Beltrami

Giacomo Costantino Beltrami

Il lago ha circa tre miglia di circonferenza: è fatto a forma di cuore e parla all’anima. La mia ne è rimasta commossa.

(Giacomo Costantino Beltrami)

Fu colui che scoprì per primo le sorgenti settentrionali del Mississipi!!
“Nacque a Bergamo nel 1779. Avviato agli studi legali e umanistici, nel 1797 fuggì di casa per arruolarsi nella milizia della Repubblica cisalpina. Entrato negli impieghi civili, fu cancelliere nell’amministrazione di giustizia del dipartimento del Taro (a Parma), poi di quello del Tagliamento (a Udine), quindi giudice a Macerata, dopo l’annessione della Marca al Regno d’Italia. Distintosi in questa carica, fu insignito della medaglia d’oro istituita da Napoleone. Nel 1812 si recò a Firenze per un periodo di riposo per motivi di salute. (…) Rientrato a Macerata, indignato per la corruzione di alcuni colleghi, diede nel 1814 le dimissioni dalla magistratura e si ritirò in un suo podere a Filottrano. Pochi mesi dopo il regime napoleonico crollava e le Marche tornavano, secondo le decisioni del congresso di Vienna, al dominio pontificio. Irrequieto per natura, iniziò allora una serie di viaggi in Italia, visitando dal 1816 all’estate 1817 la Campania nell’intento di recarsi sino in Sicilia. Costretto a tornare a Filottrano a causa di una caduta da cavallo, venne presto fatto oggetto da parte dell’autorità pontificia di continue angherie sia per le sue idee liberali e simpatie carbonare, sia per il suo passato di devoto servitore del regime napoleonico. (…) Insoddisfatto della situazione politica italiana, decise di recarsi a visitare le nazioni ove le libertà politiche avevano trionfato, al fine di raccogliere dalla loro esperienza utili ammaestramenti. Partito da Filottrano il 1° ottobre 1821, peregrinò a lungo in Francia, visitò il granducato di Baden, le città di Coblenza, Colonia, Liegi e Waterloo e infine, nel luglio 1822, passava in Inghilterra. Fermatosi a Londra per qualche mese, s’imbarcò il 3 novembre dello stesso anno per l’America (con un curioso ombrellino rosso che lo caratterizzerà in tutta la sua avventura), giungendo il 21 gennaio 1823 a Philadelphia. (…) Giunse al Mississippi alla fine di marzo del 1823. La recente acquisizione da parte degli Stati Uniti dei territori bagnati dal grande fiume aveva spinto missioni militari ed esploratori a completare la conoscenza, sino allora assai imprecisa e sommaria, dei territori e della idrografia di quelle regioni. La ricerca delle sorgenti del Mississippi lo attrasse immediatamente e si unì ad una spedizione militare imbarcata sul vascello “Virginia“, incaricata di ispezionare i forti lungo il corso superiore dei fiume. (…) Giunto a Fort St. Anthony (oggi forte Snelling), attese di unirsi alla spedizione del maggiore Long, che il 7 luglio si mosse verso il nord. A Pembina però il Long si fermò, essendo il territorio più a settentrione praticamente ignoto; lui proseguì (3 agosto) con l’assistenza di due indiani, che più tardi lo lasciarono solo. Raggiunto il Red Lake, l’esploratore ne visitò i dintorni, ritenendo la zona del tutto sconosciuta all’uomo bianco (in realtà nel 1797 il lago era stato visitato dall’astronomo inglese D. Thompson); seguì il fiume che il lago riceve da mezzogiorno, lo chiamò Rivière Sanglante (gli Indiani Sioux invece lo chiamavano Meniscia Watpà) e incontrò numerosi laghi. Ne attraversò alcuni, giunse ad un’altura denominata Height of Land, che costituisce un importante spartiacque tra il bacino del Red River e quello del Mississippi, ossia tra le acque che si dirigono alla baia di Hudson e quelle che scendono al golfo del Messico. Su di essa scoprì un lago, che chiamò Giulia in onore della Medici-Spada, le acque del quale, filtrando dalla riva settentrionale, formano le sorgenti del Red River e verso il sud le sorgenti settentrionali del Mississippi. Non pago della scoperta, discese lungo il fiume e raggiunse a sud il Turtle Lake. Lungo l’emissario incontrò via via altri laghetti che denominò Geronima (in onore della contessa Compagnoni), Monteleone (in onore del duca Diego Pignatelli di Monteleone), Torrigiani (in onore del marchese Pietro Torrigiani di Firenze), Antonelli (in onore di un altro amico fiorentino). Ritornato a Fort St. Anthony, il 13 dicembre 1823 raggiunse New Orleans, ove preparò e pubblicò (1824) la relazione del suo viaggio, sempre sotto forma di lettere alla Compagnoni, col titolo: “La découverte des sources du Mississippi et de la Rivière Sanglante“. (…) Lasciata New Orleans, mosso sempre dal desiderio di conoscere nuovi paesi, sbarcò nel Messico il 1° giugno 1824: per quasi un anno visitò minuziosamente il paese, studiandone l’ambiente geografico e le popolazioni; il risultato delle sue osservazioni venne più tardi da lui raccolto nei due volumi pubblicati nel 1830 a Parigi col titolo “Le Mexique“. (…) Anche in Messico aveva dedicato la sua attenzione al corso dei fiumi, visitando le cascate del Río Grande e scoprendo le sorgenti del Río Pánuco. Fra l’abbondante materiale da lui raccolto colà è da ricordare un evangeliario in lingua azteca, scritto su foglie di agave nel 1532 dal francescano Bernardino da Sahagun. Tornato a Philadelphia nel maggio 1825, nell’estate dell’anno seguente si recò ad Haiti, resasi indipendente dalla Francia. Tornò negli Stati Uniti nel settembre 1827, portando con sé interessanti documenti sulle vicende dell’isola; aveva anzi intenzione di scrivere un libro su Haiti col titolo “La Repubblica nera“, ma vi rinunciò (il materiale documentario relativo è nella raccolta della Civica Biblioteca di Bergamo). Lasciata l’America nel 1828, ritornò a Londra, dove curò l’edizione di due volumi intitolati “Pilgrimage in Europe and America“. (…) Egli venne nel 1829 accolto quale membro della Medico-Botanical Society di Londra. Passato nello stesso anno a Parigi, trovò nella capitale francese ottime accoglienze e riconoscimenti ufficiali: membro della Società di geografia, della Società geologica, della Società universale di incivilimento, fu poi eletto membro dell’Institut de France, che nel 1834 rappresentò a Stoccarda nel congresso dei naturalisti e medici tedeschi. (…) Nel 1837 la nostalgia della patria lo indusse a tornare a Filottrano, dove visse in ritiro sino alla morte, avvenuta il 6 gennaio 1855. La sua fama ebbe un postumo riconoscimento ufficiale in America, allorché il 28 febbraio 1866 lo stato del Minnesota, notata la priorità delle sue scoperte, decise di dare il suo nome a una delle maggiori contee dello stato (Beltrami County), nella quale sono appunto incluse le sorgenti settentrionali del fiume Mississippi.”

(fonte: Romain Rainero Dizionario Biografico degli Italiani,  Volume 8 1966)

La foto è presa dal web.

Informazioni Utili

Il suo archivio personale è depositato presso la Biblioteca Angelo Maj di Bergamo e l’inventario è consultabile online.

Museo

Sito Internet

Canzone di Luciano Ravasio (cantautore)

Cortometraggio

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