Le Grotte di Pastena (Frosinone): ritorno alle origini

 

Qualcosa è nascosto. Vai a cercarlo. Cerca al di là delle vette. Qualcosa è stato perso al di là delle vette. È stato perso e ti aspetta. Vai!

(Kipling, L’Esploratore, 1898)

C’è aria di primavera quando, subito dopo aver ritirato i biglietti di ingresso sul piazzale del parcheggio, mi incammino passo dopo passo lungo il viale, rivestito di betonelle, che procede, in un declivio piuttosto accentuato, verso l’entrata delle grotte.

Nel silenzio, interrotto solamente dal cinguettare degli uccellini, si può sentire come il respiro dell’Universo scaturisca da ogni singolo elemento della Natura, qui meravigliosamente rigogliosa: dai petali di un giallo cangiante, tipici di un arbusto chiamato Forstizia, come anche dagli aghi di un albero sempreverde come il Pino.

In uno slargo ai piedi del declivio, di fronte alla casetta che ospita le guide turistiche, attendo il mio turno per entrare, con visita guidata, lungo il percorso lungo circa 1 km. Le visite avvengono ogni ora e mezza ed io entrerò con quella che si terrà alle 11.30.

Il complesso delle grotte fu scoperto nel 1926 grazie al barone romano Carlo Franchetti (a cui è dedicata una parte del complesso, il Corridoio Franchetti) e solo successivamente il percorso si è allungato grazie al lavoro portato avanti dal Gruppo Speleologico Romano. Le grotte sono suddivise in due rami: uno attivo inferiore che è attraversato dalle acque che entrano dal Fosso Mastro e che escono dal versante opposto finendo lungo la Valle del Sacco; ed uno fossile superiore in quanto il processo di stillicidio (che ha portato alla creazione di stalattiti, stalagmiti, concrezioni di calcite dalle mille fantasiose forme) è esaurito da migliaia di anni.

Intanto mi godo il paesaggio, facendo qualche foto al Fosso Mastro che, dopo qualche decina di metri, entra nella parte inferiore del complesso attraverso un’apertura nella roccia estremamente ampia. Certo dalla portata idrica del fosso, siamo a marzo, si stenta a credere che lo stesso sia stato l’attore principale che ne ha definito la forma attraverso l’erosione nel corso dei millenni!!!

La visita inizia dal ramo fossile superiore che, attraverso un percorso turistico fatto di passerelle (di legno, cemento e, nel primo caso anche con corrimano), accompagna il visitatore in tutta sicurezza attraverso la Sala dei Pipistrelli, la Sala delle Colonne, la Sala del Salice Piangente, la Sala dell’Occhialone, la Sala del Monte Calvario e la Galleria delle Meraviglie. Finisce, infine, al ramo attivo inferiore dove si può ammirare la Sala del Lago Blu.

L’acqua è l’elemento principale di questo luogo ed ha avuto un ruolo fondamentale in tutte le società agricolo-pastorali fin dall’epoca preistorica. L’acqua è simbolo di vita ma anche di morte: “la terra poteva portare frutto soltanto grazie all’azione vivificante della pioggia, e dove quindi i periodi di siccità venivano guardati con particolare terrore. Al tempo stesso le piogge eccessive, con le conseguenti inondazioni, rischiavano di diventare portatrici di distruzione, se tali acque non venivano controllate attraverso il favore degli dèi. Pertanto la ritualità collegata all’acqua aveva lo scopo di propiziarsi la divinità sovrana di questo elemento, al fine di scampare dagli eventi funesti da essa provocata, e favorire invece le sue manifestazioni benefiche.” (Chiara Dallavalle L’ambivalenza dell’acqua. Fonti e pozzi sacri nella civiltà nuragica). Nel corso di scavi archeologici, infatti, furono rinvenuti reperti relativi a sepolture e ad offerte di carattere rituale: un’ascia ed un pugnale in bronzo risalenti alla media età del bronzo sono stati trovati sul fondo di uno dei laghetti interni al ramo attivo delle grotte.

Album con foto 1, 2, 3, 4, 5.

L’avventura continua….seguici su Viaggiare è, per sua forma esistere.

Curiosità

L’attore italiano Alberto Sordi vi gira alcune scene per il film Sono un fenomeno paranormale. Vi è stata girata, inoltre, una scena dal film Fantozzi va in pensione e nel 2014 l’attore italiano Terence Hill vi gira alcune scene della serie televisiva Un passo dal cielo.

Informazioni Utili

L’entrata alle grotte (la biglietteria si trova nel parcheggio) si paga 9 euro per gli adulti, 6 euro per i bambini dai 5 ai 12 anni (gratis per quelli sotto i 5 anni di età). Il parcheggio è gratuito

Le grotte sono aperte durante l’inverno dalle 10 alle 16. Quando piove molto alcune parti del complesso possono allagarsi e per questo potrebbero non essere visitabili. Per questo prima di partire è meglio informarsi telefonando all’Ufficio Turistico Grotte . Il 24, il 25, il 31 Dicembre e il 01 Gennaio le Grotte rimarranno chiuse. In estate le grotte sono aperte dalle 8:30 alle 19. Le visite guidate sono ogni ora e mezza.

Telefono: 0776 545011.

Questo è il sito internet delle grotte, mentre quello del comune lo trovate qui.

L’e-mail è questa: info@grottedipastena.it

Pagina facebook.

Come arrivare

Si raggiungono percorrendo l’autostrada del Sole Roma-Napoli (A1). Si deve poi uscire al casello di Ceprano, da dove si prende la strada per Falvaterra e poi si prosegue per Pastena.  Le grotte sono segnalate da cartelli stradali. Per chi,  invece, viene dalla costa, bisogna prendere la strada statale Appia, superare Fondi, andare verso Lenola e poi verso Pastena.

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