Un omino molto speciale

 

Ampelmann

Ampelmann

In una calda giornata, nella seconda metà di agosto del 2011, mi aggiravo con curiosità per le strade di Berlino in cerca di un altro luogo da visitare. Ferma a un incrocio e sovrappensiero, il mio sguardo si soffermò sul semaforo pedonale che, con il suo colore verde, m’invitava ad attraversare la strada. A uno sguardo più attento mi resi conto dell’omino di color verde che vi brillava dentro. La sua figura paffuta, dalla testa coperta con un cappello a tesa larga, non appena il segnale diventava rosso allargava le braccia in segno di pericolo. Non pensavo di trovarmi di fronte ad un vero e proprio simbolo di Berlino. Seppi in seguito, girando la città, che si chiamava Ampelmann e aveva una storia lunga cinquant’anni.

Il suo creatore fu lo psicologo del traffico Karl Peglau. Egli arrivò a concepirne la figura nel 1961, dopo uno studio sulla capacità di reazione umana che, secondo le sue conclusioni, sembrava aumentare davanti a simboli percepiti come simpatici. Infatti, il suo aspetto col passo deciso è un esplicito invito ad attraversare, mentre il suo corrispettivo rosso, a braccia spalancate, è un inequivocabile segnale di arresto.

Fu usato nell’ex Germania dell’Est per contenere gli incidenti di cui erano oramai, sempre più spesso, vittime i pedoni. La sua storia ha però conosciuto anche momenti di crisi. Con la caduta del muro di Berlino, infatti, gli Ampelmännchen furono pian piano soppiantati fino al 1996. In quell’anno il progettista industriale Markus Heckhausen s’inventò una lampada utilizzando i vecchi pezzi di semaforo con, al centro, il simpatico omino. Negli anni la nostalgia per i vecchi semafori di Berlino Est si fece sempre più forte finché nel 1997, con un referendum popolare, i berlinesi scelsero di reintrodurre l’amato omino luminoso su gran parte dei semafori della zona est, ma anche su alcuni di quelli a ovest. Nel 2001 ci fu la sua consacrazione definitiva durante una mostra che ne festeggiò il quarantesimo compleanno e, contestualmente, si aprì il primo negozio in cui questa simpatica figura era posta su oggetti di svariato tipo. L’omino è diventato un marchio, brevettato e registrato, per tutelarne il copyright. Nel corso degli anni si aprirono altri punti vendita in zone turistiche della capitale tedesca e il commercio on-line ha contribuito a esportare il prodotto.

I negozi a Berlino sono in tutto sei e per chi vuole riportare a casa un souvenir di questa città questo e pochi altri oggetti faranno al caso vostro. Attenzione, però, una volta che sarete entrati in uno dei negozi della nota catena non riuscirete più a uscirne senza aver comprato almeno un piccolo ricordo!

L’avventura continua….seguici su Viaggiare è, per sua forma, esistere.

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