Frasi e citazioni 9

Si viaggia (…) prima che materialmente (…) con la fantasia, eccitata da tutte le accumulazioni culturali, quegli strati in cui si sovrappongono parole, letture, immagini, toponimi, libri di viaggio, oggetti esposti nei musei, carte topografiche di luoghi famosi, di morfologie e organizzazioni spaziali che ci hanno colpito, di fotografie viste nei libri di viaggio e nelle riviste.

Dicearco, “Il viaggio nel deserto” in Geodes n°10 1984


Cosa rende così difficile la direzione da scegliere? La natura possiede un magnetismo sottile in grado di guidarci nella giusta direzione, se a esso ci abbandoniamo. Non è indifferente scegliere l’una o l’altra strada: solo una è quella buona. Ma siamo così spesso così stolti e incuranti da sceglierne una sbagliata. Vorremmo invece avanzare lungo quella strada, non ancora percorsa nel mondo reale, che sia il simbolo perfetto del cammino che ameremmo percorrere nel mondo interiore ideale; ed è difficile indubbiamente scegliere la direzione, se essa non è stata ancora distintamente tracciata in noi stessi.

Henry David Thoreau, “Camminare” 1989


Ma prima o poi ci sarà una nuova generazione di giovani che svegliandosi dal torpore, nel quale il potere li ha intrappolati, rovisteranno nelle soffitte impolverate dei loro genitori e troveranno uno zaino e un sacco a pelo e a questo punto andranno “lungo la strada” a riprendere il cammino interrotto.

Jack Kerouac


Sono convinto che esistano al mondo persone nate in una patria che non è la loro e che soffrono di nostalgia per una terra che non hanno conosciuto. La casa ove vissero bambini, le strade ove giocarono, non hanno fascino per loro. Forse si tratta di un bizzarro fenomeno di atavismo che spinge alcuni individui, pellegrini erranti, verso i luoghi che i loro antenati abitarono secoli e secoli prima. Talvolta alcuni di essi giungono alla patria agognata e in essa finalmente trovano pace.

Aldous Huxley, “Lungo la strada” 1990


Non si tratta di vivere, ma di partire.

Isabelle Eberhardt, “Ecrits intimes” 1991


Di tutte le debauches possibili, il viaggio è la più grande che io conosca; è quella che si inventa quando si è stufi degli altri. Pensa sia più perniciosa, per la tranquillità dello spirito e della propria economia, di quanto non lo siano il vino e il gioco. Ci si arrabbia qualche volta, ma ci si diverte anche, senza misura.

Gustave Flaubert, “Lettre a Ernest Chevalier


L’importanza sia nel tuo sguardo non nella cosa guardata.

André Gide, “Les nourritures terrestres” 1958


Là ho cominciato il mio apprendistato di autentico viaggiatore. Ma cos’è, mi si chiederà, un viaggiatore vero? E’ colui che in ogni paese percorso, per il semplice nuovo incontro con altri e attraverso l’essenziale oblio di se stesso, ricomincia la sua nascita.

Jacques Lacarriere, “L’etè grec” 1976


Gli uomini vanno fuori, per nascere: rientrano, per morire.

dal Tao-Te-Ching


I monti stanno immobili: ma noi, dove ci fermeremo?

Friedrich Holderlin, “Iperione” 1944


…Le mie camminate, i miei viaggi sono stati e sono ancor oggi, in fondo, una fuga; non la fuga del cittadino, del globe-trotter, non la fuga da se stessi, l’eterna fuga dall’interiorità verso l’esterno, ma proprio il contrario: un tentativo di fuga da questo tempo, da questo tempo della tecnica e del denaro, della guerra e dell’avidità, da un tempo che pretende avere splendore e grandezza, ma che la parte migliore di me non può accettare ne amare, al massimo sopportare.

Hermann Hesse, “Piccole Gioie


E dopo cena ci radunammo intorno al fuoco e io gli chiesi che parlasse dei suoi vagabondaggi. Molte storie ci raccontò quella notte e anche il giorno seguente, ma quelle che ora riferisco (…) sono storie di polvere e pazienza, sono le storie delle sue strade. E quando se ne andò, dopo tre giorni, non ci parve che fosse partito un ospite, ma piuttosto che uno di noi fosse rimasto in giardino e dovesse ancora rientrare.

Kahlil Gibran, “Il vagabondo


E allora, guardando meglio, si capì. Perchè non era più il pulmann che ci portava via da Samarcanda, non lui l’autista, non il motore a nafta (…). Più forte di mille motori insieme, era la nostra stessa vita a trascinarci. (E dal cristallo posteriore noi vedemmo a poco a poco spegnersi le cuspidi, le torri ed i minareti che mai avremmo visto più, le perdute beatitudini, inghiottite dalla notte che avanzava).

Dino Buzzati, “In quel preciso momento


Ciò che dal viaggio ottieni, che amaro sapere!

Charles Baudelaire, “I fiori del male


Voglio librarmi come un gabbiamo liberamente dall’alto sui flutti. Non vi è luogo dove io possa porre la mia dimora.

Kaiserin Elisabeth, “Das poetische Tagebush


Il narratore itinerante è momentaneamente sottratto all’intrico dei rapporti sociali, di famiglia e di casta cui di norma appartiene, proiettato in un universo di imponderabile diversità.

Antonio Brilli, “Quando viaggiare era un arte


Mesi e giorni sono sempre di passaggio: gli anni che ci inseguono sono ugualmente dei viaggiatori. Colui che su una barca voga per l vita intiera, colui che – con la mano che tiene il morso del cavallo – se ne va davanti alla propria vecchiaia giorno dopo giorno, del viaggio fa la sua tana. Fra gli antichi, del resto, numerosi furono quelli che si spensero mentre erano in viaggio. E io stesso non ricordo nemmeno quando, come un lembo di nuvola che cede all’invito del vento, non smetto di nutrire pensieri vagabondi.

Basho – Matsuo Manefusa, “Journal 1644-1694


Guai a chi crede che il luogo dove si trova nella sua via sia il termine….

Roberto Bazlen, “Note senza testo


Il seguire un percorso dal principio alla fine da una speciale soddisfazione sia nella vita che nella letteratura (il viaggio come struttura narrativa) (…). La necessità di comprendere in un’immagine la dimensione del tempo insieme a quella dello spazio è all’origine della cartografia. Tempo come storia del passato (…) tempo al futuro: come presenza di ostacoli che s’incontreranno nel viaggio, e qui il tempo atmosferico si salda al tempo cronologico (…). La carta geografica insomma, anche se statica, presuppone un’idea narrativa, è concepita in funzione di un itinerario, è Odissea.

Italo Calvino, “Collezione di sabbia”


Mentre il nomade sta sempre in ascolto, il sedentario chiude le orecchie a tutte le voci.

Marie-Maddaleine Davy, “Le desert interieur

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