Frasi e citazioni 10

…..”Ma dubito che tra i fortunati giunti veramente a latitudine 90°, nord o sud, qualcuno abbia trovato nella visione dei pochi alcunché di particolarmente entusiasmante.C’è in realtà poco da vedere: a una estremità della terra, un punto matematico al centro di un oceano deserto, dall’altra estremità un punto ugualmente immaginario nel mezzo di un immenso altopiano battuto dal vento. Non è il polo che conta, contano le osservazioni fatte durante il viaggio: e il fatto di esserci andato e d’esserne ritornato senz’averci lasciato la pelle.

Richard Byrd, “Solo


Un diritto che pochi intellettuali si curano di rivendicare è il diritto a vagare, a vagabondare. Eppure il vagabondaggio è l’affrancamento: e la vita lungo le strade è la libertà.

Isabelle Eberhardt, “Ecrits intimes” 1991


Da quando sono stato in paesi nemici, non c’è più nessuno in cui mi senta straniero. Non vado più “all’estero”. E’ un concetto questo che sembra risalire all’epoca delle carrozze! Tutt’al più vado nel “nuovo”. E mi accorgo di averlo già intuito. E non posso “riferirne”. Posso soltanto raccontare che cosa è successo in me e come l’ho vissuto.

Joseph Roth, “Le città bianche” 1986


Il viaggiatore, scrive Jean Paul, é simile al malato, é in bilico fra due mondi. Il cammino é lungo, anche se ci si sposta dalla cucina alla stanza che guarda a occidente e sui vetri della quale si incendia l’orizzonte…
Claudio Magris, “Danubio” 1986


La fantasia, che ama disegnare nel nostro cervello infinite linee di viaggi possibili in corse sfrenate verso l’avvenire, tortura volentieri il sedentario: ma il viaggio immaginario costituisce per lui una dolce liberazione. E’ una vertigine che fuga ogni rimorso. In una terra che ha perduto ogni interesse si fa strada l’idea del vero viaggio, negli immensi campi dell’utopia, alla conquista dei dorati scrigni che il futuro serba gelosamente nel suo grembo.

Giovanni Macchia, “Saggi italiani” 1983


Se fossi solo, privo di affezioni familiari, condurrei questa vita – una vita da pastore – per anni e anni – amerei di mai coricarmi ove mi fossi svegliato, di portare la mia tenda dalle rive dell’Egitto a quelle del Golfo Persico, di non avere per fine – ogni sera – che la stessa sera….

Alphonse De Lamartine, “Voyage in Orient” 1869


Vi sono sempre state ottime ragioni per viaggiare, delle quali la più semplice – già complessa – è quella di farlo per il guadagno e per l’avventura, motivazioni queste difficilmente separabili….In altri casi, per ritrovare come Ulisse una patria perduta o – tale fu la speranza dei grandi navigatori primitivi sul Pacifico – per cercare un’isola più favorevole di quella che si lasciava. Presto, a tali motivi se ne aggiunse uno nuovo: la ricerca della conoscenza.

Marguerite Yourcenar, “Le tour de la prison” 1991


Svegliarsi ogni mattino in un luogo diverso. Uscire dalla tenda e trovarsi nello splendore di un giorno ancora vergine; alzare le braccia, stirarsi seminudo nell’ aria fredda e pura; arrotolare il turbante, avvolgersi nei panni di lana bianca; ritrovare l’ebbrezza non curante di respirare solamente, di solamente vivere…

Pierre Loti, “Voyages 1872-1813


Possedevo se non altro, una carta geografica; era appesa alla parete del mio studio e lì, finché ne avevo voglia, potevo correre per il vasto mondo con la punta dal naso e del dito.

Robert Walser, “La passeggiata


Meglio essere cose imprudenti e mobili che cose prudenti e fisse.

John Keats, lettera a Funny Brown citata da Katherine Mansfields


Quando visitiamo paesi o città, pensiamo di muoverci nello spazio: in realtà cerchiamo di spostarci nel tempo. Prima ancora di partire ci informiamo di quanto sopravvive del passato nei luoghi cui siamo diretti, e quello soltanto vogliamo vedere (…). Analogamente, coloro che accettano i disagi per raggiungere (…) paesaggi incontaminati (…) sono alla ricerca del passato: il passato non della società o dell’uomo, ma della terra, della natura.

Gian Carlo Roscioni, “Vietato Viaggiare”


Le persone «curiose» sono nomadi, ναυται, esploratori. Scelgono le sirene, gli abissi della seduzione: perché i piaceri della mente «vengono dalle zone d’ombra oscure».

Maria Corti, “Il canto delle sirene


Vi si domanda perchè viaggiate. il viaggio è forse – per quegli animi che mancano di forze sempre intatte – lo stimolante necessario per risvegliare sentimenti che restano in dormiveglia, nella vita quotidiana. Si viaggia per raccogliere (…) una dozzina di sensazioni rare, capaci di suscitare quella risonanza interiore senza la quale nulla che si ascolti ha importanza (…). Si può dunque viaggiare non per fuggirsene, cosa impossibile, ma per trovare. Il viaggio diventa allora un mezzo, tal quale gli esercizi fisici per i gesuiti, l’oppio per i buddisti e l’alcool per i pittori (…) e una volta che se ne è fatto uso si è giunti al suo termine, si può respingere con il piede la scala che è servita a salire….

Jean Grenier, “Le vie quotidienne


Per avviarsi verso la verità (…) bisogna sradicarsi, andar via e lontano da casa, strapparsi da ogni legame immediato e da ogni religio dell’origine.

Claudio Magris, “Danubio


Tutti nutrono una illusione dalla quale nessun accumulo di esperienza può mai guarirli completamente: pensano di trovare il tempo, nel corso dei viaggi, per molte letture. (…) La lunga esperienza mi ha insegnato a ridurre le dimensioni della mia biblioteca viaggiante…Ecco le qualità essenziali di un buon libro da viaggio. Deve essere di un genere che ci permetta di aprirlo ad un punto qualsiasi, per trovarvi qualcosa di completo in sé stesso (…) da leggere in breve in tempo. Un libro che richieda un’attenzione continua (…) è inutile in viaggio, perché il tempo è scarso (…) e la mente è distratta. Pochi libri (…) sono più indicati di una buona antologia poetica, nella quale ogni pagina contiene un pezzo completo (…) e a se stante; altrettanto adatte sono le raccolte di massime e aforismi. Se sono buone…

Aldous Huxley, “Lungo la strada”


Nel corso della mia vita ho incontrato non più di una o due persone che (…) avessero il genio, per così dire, del vagabondare (sauntering), termine inglese splendidamente inteso a definire delle genti oziose, che nel medioevo chiedevano l’elemosina, con il pretesto di recarsi alla Sainte Terre – alla Terra Santa. Sin quando i bambini cominciarono a gridare: ecco là un Santa Terra, un Saunterer, intendendo con questo definire “Terra Santa” ogni vagabondo. Così coloro che non giungono in realtà in Terra Santa rimangono perdigiorno vagabondi: ma coloro che vi giungono appaiono tali in senso buono. E però altri fanno derivare la parola Sansterre – senza terra, senza casa – con un significato anch’esso buono: coloro che possono sentirsi a casa propria ovunque, pur non avendo casa in nessun luogo preciso.

Henry David Thoreau, “Camminare


Questa attività compiuta senza alcun motivo, se non quello di fuggire da un mondo dove tutte le cose sono soltanto un mezzo per raggiungere uno scopo, è il viaggio…La storia dell’Occidente è una evoluzione dalla necessità alla libertà, un’evoluzione che fa sorgere una nuova coscienza, una mentalità…che viene analizzata come “spirito del viaggiatore.

Eric J. Leed, “La mente del viaggiatore. Dall’Odissea al turismo globale


Si giudicherà di te seguendo il colore delle tue tracce.

Proverbio Tuareg


…si viaggia per contemplare: ogni viaggio è una contemplazione in movimento.

Marguerite Yourcenar, “Le Yeux ouverts


Corvetta inderogabile, va avanti non si sposta.
A poppa lascia l’Europa, Asia, Africa; il vecchio Mondo e il Nuovo.
Ogni vela di profilo sembra un punto interrogativo: lo spazio custodisce la risposta.

Iosif Brodskij, “Il nuovo Jules Verne

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