Tarim Desert Highway S165 (Cina)

 

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Prima di raggiungere il Regno di Mezzo, la Via della Seta incontrava il più grande degli ostacoli posizionati lungo il suo percorso: il deserto del Taklamakan.

Per capire la pericolosità di questo deserto, che a dire il vero è una parte dell’enorme deserto del Gobi, basti ricordare che il suo nome vuol dire chi vi entra non può più uscirne.

E’ per questo che la Via della Seta, all’altezza di Kashgar, si divideva in due tronconi, uno che costeggiava il deserto a nord-ovest e l’altro che invece lo costeggiava a sud-est, lungo una serie di oasi e di villaggi.

Fino alla fine dell’Ottocento la zona del Taklamakan era segnalata sulle carte geografiche come unexplored e i primi due esploratori che la attraversarono, lo svedese Sven Hedin nel 1897 e l’anglo-ungherese Marc Aurel Stein nel 1906, rischiarano entrambi di morirvi.

Oggi il Taklamakan non è più il luogo dove chi vi entra non può più uscirne, poiché vi sono due autostrade che attraversano il deserto da una parte all’altra.

La prima di queste due strade ad essere terminata è stata, nel 1995, quella che parte da Lunnan, località situata in una zona che è il centro dell’industria petrolifera cinese (Tarim Desert Highway S165). Dopo 522 chilometri, che fanno di essa la più lunga autostrada del deserto esistente al mondo, arriva quindi a Minfeng, sul versante orientale del deserto, sul tratto meridionale della Via della Seta. Tra le due cittadine ci sono solo dune e dune, un mare di sabbia che sembra non terminare mai. Subito dopo la costruzione la sabbia delle dune invase la strada rendendola impraticabile. Sono stati necessari, quindi, impianti botanici ai suoi bordi (soprattutto cortine di arbusti ed erbe) per frenare il movimento della sabbia. Per irrigare le piante sono stati scavati centinaia di pozzi e la manutenzione della strada è affidata a del personale che vive in case costruite a 4 km di distanza l’una dall’altra. Le città che si trovano a sud-est del Taklamakan sono abitate quasi esclusivamente dagli uiguri, che sono di religione musulmana e che sono imparentati con i popoli dell’Asia Centrale. Da queste parti i cinesi Han sono un’esigua minoranza e anche i turisti sono una rarità.

La foto è presa dal web.

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