Frasi e citazioni 11

 

Il punto di fuga è quello da cui partono infinite linee: basta seguirle, per scoprire altrettante realtà, dimensioni, mondi. Non è solo un modo per fuggire, ma anche per capire quanto siano risibili le cose che ci sembrano assolute, se appena le guardiamo da lontano. E tornare, serve a riguardarle da vicino con occhi diversi.” 

Pino Cacucci, “Punti di fuga


Perché chi si ferma ha più vita, ma chi va ha più strade.

Francisco Galvez


Chi viaggia senza incontrare l’altro non viaggia, si sposta.

Alexandra David-Néel


C’è chi si carica in spalla uno zaino da dieci o quindici chili e si mette a camminare per conoscersi meglio, o prendere una decisione importante, e chi lo fa per dimenticarsi di sé stesso, o sospinto da un pungolo interiore di cui gli sfugge la stessa natura.

Enrico Brizzi


“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.

Cesare Pavese, “La luna e i falò


A volte mi sembra d’impazzire perché non posso andare da nessuna parte, in nessun “mondo nuovo”. Uno di questi giorni, se non sto attento, partirò precipitosamente per qualche posto assurdo.

D.H. Lawrence, “Letters, vol. 2, 1913-1916, 30 aprile 1915 dal Sussex degli anni di guerra


Siamo dilaniati fra la nostalgia per le cose familiari e il bisogno dell’ignoto ed estraneo. Il più delle volte sentiamo nostalgia di luoghi che non abbiamo mai conosciuto.

Carson McCullers, “Look Homeward, Americans“, «Vogue» 1940


I turisti non sanno dove sono stati, pensai. I viaggiatori non sanno dove stanno andando.

Paul Theroux, “The happy Isles of Oceania


Una volta ho fatto mentalmente la lista dei posti in cui avevo vissuto, visto che sono stati parecchi, e sono arrivata rapidamente alla constatazione che l’approccio basato sul buon senso, sui dati di fatto, è del tutto erroneo. In realtà ti capita di vivere in un posto per mesi o addirittura per anni senza provare niente; in altri ci passi un fine settimana o anche solo una notte e ti senti attraversare in tutto il tuo essere da qualcosa che pare un vento cosmico.

Doris Lessing, “Sotto la pelle” 1994


“Ogni viaggio diventa un tassello. Non si tratta più di visitare il maggior numero di posti possibili, ma di migliorare la qualità del viaggio ad ogni tappa, lungo un percorso di crescita personale.”

C. Carosi


Per i sufi il modo migliore di conoscersi è incontrare gli stranieri…..da quì l’importanza del VIAGGIO. Imam Qushayri (XI secolo) ricorda che non è un caso se gli arabi chiamano il viaggio SAFAR, sinonimo di “svelarsi”: <<chiamiamo safar il viaggio perché svela il carattere degli uomini>>

Al-Imam al-Qushayri, al-Risala al-Qushayriyya“, Muw’assasat dar al-kutub al-thaqafiyya


“Non esistono due viaggi uguali che affrontano il medesimo cammino.”

Paulo Coelho


“La via più breve per giungere a se stessi gira intorno al mondo.”

Hermann Graf Keyserling


“Siamo fatti per vivere liberi, gli spazi aperti sono ciò di cui abbiamo bisogno. A volte, la notte mi sdraio sulla schiena ad ammirare le stelle e mi sembra di impazzire dalla gioia.”

Canto tuareg


“Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato.” 

Edgar Allan Poe


“Viaggiando alla scoperta dei paesi troverai il continente in te stesso.” 

Proverbio Indiano


“Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio. Portiamo con noi la casa della nostra anima, come fa una tartaruga con la sua corazza. In verità, il viaggio attraverso i paesi del mondo è per l’uomo un viaggio simbolico. Ovunque vada è la propria anima che sta cercando. Per questo l’uomo deve poter viaggiare.” 

Andrej Arsenevic Tarkovskij, “Tempo di viaggio” 1893


“E’ così che ho organizzato un giorno la mia vita assumendo la mia condizione di migrante. Il dizionario etimologico dà alla matrice di migrare il senso di cambiare, passare. Ma nella radice di migrare vi è anche il significato di muoversi, barattare, scambiare, prendere e dare e, anche, mutare. Migrare e mutare sono due condizioni essenziali. In un certo senso, siamo tutti migranti e migratori, in noi stessi e nel tempo prima ancora di esserlo con gli altri e nello spazio. Forse, si tratta della vera condizione umana; anche se alle società sedentarie questo disordine geografico fa paura perchè testimonia della caducità delle cose, dell’irrilevanza dei possessi, dell’universalità delle patrie.” 

Toni Maraini, Ultimo tè a Marrakesh: Al-Ghoarba o le confessioni di un esule 19942000


………“Perfino durante i brevi periodi in cui la loro vita era stazionaria, che in dodici anni di matrimonio erano stati pochissimi, gli bastava vedere una mappa per cominciare a studiarla appassionatamente e poi, il più delle volte, per progettare qualche nuovo, impossibile viaggio che talvolta finiva per diventare realtà. Non si considerava un turista, bensì un viaggiatore. E in parte la differenza sta nel tempo, spiegava. Laddove, in capo a qualche settimana o mese, il turista si affretta a far ritorno a casa, il viaggiatore, che dal canto suo non appartiene né a un luogo né all’altro, si sposta più lentamente, per periodi di anni, da un punto all’altro della terra.”

Paul Bowles, Il thè nel deserto


“L’anima di un paese è un enigma. Di una casa si dice che ha un’anima quando è ben abitata oppure quando le sue pietre sono intrise di ricordi. L’anima è qualcosa che non si vede, non si tocca, ma che si percepisce senza poterlo spiegare né descrivere. E’ uno stato che ci svela a noi stessi in situazioni fortemente emotive o che risveglia nel nostro intimo frammenti di una memoria lontana. E’ ciò che persiste e resiste al tempo, soprattutto quando anche la memoria collettiva se ne nutre. Ci sono paesi che ci incantano e altri che ci maltrattano o sono una pena per gli occhi e ci danno l’emicrania, dipende dalla nostra disposizione ad accogliere quello che ci viene presentato. Impossibile restare indifferenti alla scoperta di un paese. Quando poi si tratta del paese natale, la posta in gioco è molto alta perché bisogna andare oltre e scoprire quanto siamo coinvolti, quanto le nostre radici fanno parte della terra e del suo potenziale.L’anima non si dà, non si concede, non svela niente della sua intimità. E’ in noi o non è. Un paese è ciò che siamo nel momento in cui lo visitiamo. Nessuno è capace di catturare tutta la ricchezza, tutte le complessità, le contraddizioni di un territorio popolato da gente di cui non parla la lingua e che conosce solo di fama o grazie ai libri. In francese esiste un’espressione particolarmente mostruosa: “Ho fatto il Marocco, l’anno prossimo farò il Messico!”. Fare un paese. Un modo scorretto e, soprattutto, volgare di sostituire la parola <<scoprire>> o semplicemente <<viaggiare>>. Non facciamo un paese, sono piuttosto i paesi a farci o disfarci, tutto dipende dal nostro grado di sensibilità o dal nostro coinvolgimento. Bisognerebbe quindi bandire per sempre questa espressione così irritante e decisamente infelice.” 

Tahar Ben Jelloun, “Marocco, romanzo

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