Isola del Cocco

 

Isola del Cocco: posizionamento

Isola del Cocco: posizionamento

Costa Rica (Oceano Pacifico).

24 km2, disabitata.
Dista: 550 km da Puntarenas; 1000 km dalla Colombia.

Un’isola, due carte, tre tesori. Artur Gissler è sicuro di riportarlo alla luce, l’oro delle scorrerie delle navi battenti bandiera nera, la refurtiva di Edward Davis, il bottino di Benito Bonito e il tesoro di Lima con la madonna a grandezza naturale di oro massiccio. Il figlio dell’industriale di Remscheid, che preferì diventare marinaio piuttosto che direttore di una cartiera, osserva le croci sulle carte e studia le indicazioni: “Nell’angolo più a nord-est della baia di Wafer, in una piccola grotta ai piedi della rupe a tre punte, duecento piedi dietro la linea dell’alta marea”. Ha trentadue anni, quando conficca la pala in quel punto del terreno non trovando nient’altro che terra umida; un uomo alto con gli occhi chiari e la barba folta. Gissler scava una fossa dietro l’altra, tanto profonde che l’acqua freatica gli arriva alle caviglie, e grandi abbastanza da seppellirci una nave, ma non un sogno. Nelle bettole del porto compra altre carte, eredità dei nipoti dei pirati, con nuove e vecchie croci, buche fresche nell’argilla scura. In patria pubblicizza l’isola del tesoro con le azioni fresche di stampa della Cocos Plantation Company, da lui fondata. Sei famiglie tedesche e sua moglie lo seguono, si stabiliscono tra le insenature dell’isola tropicale, costruiscono capanne di tronchi d’albero, piantano caffè, tabacco e canna da zucchero, scavano, scavano e non trovano niente. Tre anni più tardi i Gissler sono di nuovo soli, signori di ricchezze nascoste. Cercare è più bello che trovare, pensa Gissler, e ogni buca vuota è solo la prova che il tesoro deve trovarsi altrove, da qualche parte su quest’isola grande appena 2400 ettari. Quando nel 1905 lascia per sempre questo fazzoletto di terra rivoltata, la barba gli arriva ai fianchi. Ha perso qui sedici anni. Tutto quello che ha trovato sono trenta ducati d’oro e un guanto dorato. Poco prima di morire, l’8 agosto 1935 a New York, Gissler dice ancora: “sono sicuro che sull’isola ci siano grandi tesori. Ma ci vorrà tempo e denaro per trovarli. Se fossi ancora giovane, ricomincerei daccapo”.

(Fonte: Judith SchalanskyAtlante delle Isole Remote”, Bompiani 2009)

Durante i secoli XVII e XVIII l’isola fu rifugio di pirati e corsari che infestavano le acque al largo della costa pacifica dell’America spagnola. Secondo diverse leggende, una banda di pirati seppellì sull’isola un ricco tesoro, il Tesoro di Lima, consistente in tonnellate di lingotti d’oro e denaro, lamine d’oro che ricoprivano le cupole delle chiese; e molti altri ne sarebbero stati occultati come quello di William Davies nel 1684 o quello di Benito Bonito (Espada Sangrienta) nel 1819.

Le foto sono prese dal web.

Isola del Cocco

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