Ester Stanhope

 

Lady Ester Stanhope

Lady Ester Stanhope

Lady Hester Stanhope (1776-1839), figlia di un eccentrico inventore e nipote del primo conte di Chatman, fu un avventuriera e viaggiatrice britannica. Infatti, dopo molti anni trascorsi in ritiro in un cottage del Galles decise che l’Inghilterra era troppo piccola e nel 1810, accompagnata dal fratello, partì per il Medio Oriente. Visse ad Atene, Costantinopoli, in Egitto, Libano e Siria. Attraversò il deserto siriano verso Palmyra (dove diventò nota come la Regina di Palmyra), strinse amicizia con i beduini, vivendo nelle loro tende e fumando l’hookah.

La sua corrispondenza privata fu pubblicata nel 1845 in tre volumi da Charles Meryon con il titolo The Memoirs of Lady Hester Stanhope, As Related Herself in Conversation With Her Physician, Comprising Her Opinions and Anectodes of Some of the Most Remarkable Pearsons of Her Time.

«(…) Sono andata una settimana nel deserto con il “capo tribù”, Mahannah el Fadel (che comanda 40,000 uomini), e ho camminato per tre giorni con la sua carovana. Sono stata trattata con enorme rispetto e ospitalità, e ho visto le cose più strane che abbia mai visto in vita mia; cavalli e giumente nutrite di latte di cammello; arabi il cui sostentamento è fatto di riso e poco altro; la natura, intorno a me, ricoperta di vita: i vecchi poeti sulle rive dell’Eufrate che cantano le gesta degli antichi eroi; le donne con le labbra tinte di azzurro brillante e le unghie di rosso e le mani decorate di fiori e altre forme; un capo a cui si obbedisce come a un grande re; un insieme di miseria e orgoglio che mai avrei potuto immaginare… Tuttavia, ho tutte le ragioni per essere pienamente soddisfatta del loro comportamento nei miei confronti, e io sono la loro regina. (…)» (Lady Hester Stanhope, Memorie-Vita in Libano, 1845).

La Revue des Deux Mondes, nel 1845, la descrisse come «regina di Tadmor, maga, profetessa, patriarca, capo arabo, morta nel 1839 sotto il tetto del suo palazzo sgangherato e in rovina a Djîhoun, in Libano».

Lamartine scrisse: «… numerose tribù erranti di arabi che avevano facile accesso a queste rovine, si sono riuniti intorno alla sua tenda, in numero di quaranta o cinquanta mila, e incantati dalla sua bellezza, dalla sua grazia e magnificenza, la proclamarono regina di Palmira, ed ella in cambio sottoscrisse un documento secondo il quale ogni europeo, sotto la sua protezione, avrebbe potuto tranquillamente venire a visitare il deserto e le rovine di Baalbek e di Palmira, a condizione di impegnarsi a pagare un tributo di mille piastre».

 La foto è presa dal web.

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