Giuseppina Croci

 

La lavoratrice-viaggiatrice

Giuseppina Croci

Meglio un viaggio verso l’ignoto che un destino già segnato.

(Giuseppina Croci)

Giuseppina Croci era una ragazza di 27 anni di Castano Primo (MI), che nel 1890 parte sola da Genova su un bastimento a vela tedesco, diretta a Shanghai, per lavorare in una filanda che il suo ex datore di lavoro ha trasferito in Cina. Tiene il diario dei trentasette avventurosi giorni di navigazione: descrive i porti in cui si ferma, le città che visita e rimane sorpresa dal differente senso del pudore prima degli arabi, poi degli indiani, quindi dei cinesi. Arrivata dal proprietario della filanda si sente finalmente al sicuro e abbandona la scrittura per dedicarsi al lavoro. Tornerà in Italia dopo cinque anni, con 30.000 mila lire in tasca, due nuove lingue e molte “favole cinesi” da raccontare.

Questa gente non erano tanto neri come quelli di porto Said e di Colombo; questi hanno la pelle come il caffè chiaro, perché questi non si chiamano Indiani ma bensì Giapponesi o Chinesi. […] Io non faccio altro che rimirare gente, e anche loro ci guardano da cima a fondo, di più rimirano i piedi, perché sono grandi.

Era nata quasi povera, figlia di un piccolo fabbricante di spazzole, e si era trovata a essere la prima di dodici sorelle alle quali aveva dovuto far da madre, poiché quella naturale era morta di parto dopo aver messo al mondo l’ultimo figlio. Il padre, rimasto vedovo, pensò bene di risposarsi e ricominciare a fare figli. Uno, due, tre, fra cui l’unico maschio. Deve aver pensato che fosse meglio emigrare lontano, in un paese straniero, anziché continuare a fare la babysitter in Italia.

Le foto sono prese dal web.

Giuseppina Croci: Sul bastimento per Shangai

Giuseppina Croci: Sul bastimento per Shangai

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