Mary Kingsley

 

La scrittrice e viaggiatrice

Mary Kingsley

Mary Kingsley (1862-1900) fu scrittrice e viaggiatrice. Fu chiamata la Regina d’Africa. È la prima donna ad arrampicarsi sul Monte Cameroon, ritenuto pericoloso e inaccessibile persino dai nativi africani!!! Tra i suoi libri ricordiamo: Travels in West Africa (1897), West African Studies (1899), Notes on Sport and Travel (1900).

Volli andare nel Congo Francese per svegliarmi sulle rive del Ogowé e trovare pesci per la mia collezione. Volevo prenderli in un fiume a nord del Congo, avevo sperato che fosse il Niger poiché Sir George Goldie aveva disposto tutto per facilitarmi, ma per mie ragioni private mi dissuasi dall’andare dal Royal Niger Protectory al territorio del Royal Niger Company; Sir Claude MacDonald fece di tutto per assistermi, ma nemmeno il Calabar si rivelò un buon fiume per pescare. Dalla natura di questi due fiumi sentendomi tradita, riposi tutte le mie speranze nel fiume della costa sud-occidentale; l’Ogowé. Alta o bassa marea l’acqua è sempre la stessa; che il fiume sia ampio o stretto, di alti o bassi fondali, sembra un sentiero di metallo lucido; perché è costantemente pieno di fango maleodorante con la bassa e alta marea, anno dopo anno. Ma la differenza tra le due sponde, in un’infinita alternanza di apparenze, è piuttosto strana. Con l’alta marea non si vedono le mangrovie che mostrano le caviglie, cosa che scioccò il Capitano Lugard. Sembrano più rispettabili, il fogliame si innalza rigoglioso come su un muro striato irregolarmente qua e là dalla linea bianca delle radici aeree, cadendo a picco nell’acqua dal ramo più alto come se crollassero, nello strano modo delle mangrovie, mantenendosi diritte fino quasi a toccare l’acqua per aprirsi a pochi centimetri come mani appuntite che si immergono nell’acqua per acchiappare il fango. Con l’acqua alta invece le sponde a stento si vedono, solo distese d’acqua nelle paludi di mangrovie per miglia e miglia. Si può andare in canoa tra queste paludi, è affascinante. Per le persone che amano queste cose è come essere il critico d’arte di una cittadina di provincia che osserva un quadro impressionista appena acquistato dal museo comunale, ma è un piacere da godere con prudenza perché di sicuro si incappa nei coccodrilli. Finché il coccodrillo se ne sta tranquillo nell’acqua o addormentato con le fauci aperte sulla sponda, nel sole, fa parte del paesaggio, se sei sul ponte di un vaporetto e puoi scrivere a casa per spaventare i tuoi famigliari. Ma quando sei nella palude su una canoa e i coccodrilli sono svegli – ad esempio quando c’è l’alta marea e ci sono più pesci in giro – e quando risvegliano il loro istinto e scalpitano con la coda nel fango – è molto interessante perché potresti non raccontarlo e hai paura. I coccodrilli infatti possono, in questi luoghi, attaccare le persone nelle piccole canoe. Ho saputo di molti indigeni morti così; alcuni villaggi sono facilmente raggiungibili dal fiume attraverso le paludi di mangrovie e gli abitanti lo percorrono con piccole canoe invece che attraversare il canale che porta al villaggio, che è quasi sempre ventoso. Oltre a questo contrattempo – a meno che non fai tesoro dell’esperienza o un indigeno ti avverte – potresti impantanarti nella palude, con l’acqua che ricopre la piccola conca o la laguna dove ti trovi senza che tu possa tornare al fiume. Non puoi scendere e trascinare la tua canoa nel fango che ti separa dal fiume perché il fango è troppo molle e profondo e annegheresti, restando lì finché qualche geologo dal futuro ti trova fossilizzato, quando le paludi di mangrovie saranno diventate un deserto. Di certo se cerchi la gloria e vuoi lasciare una traccia ai posteri e alla scienza futura, ti butterai nel fango denso, rallegrato dal pensiero della sorpresa di chi ti troverà tra ventimila anni e delle attenzioni che i tuoi simili ti riserveranno in un museo. Ma se sei una persona comune e di natura riservata come me ti fermerai nella tua laguna fino a che non si alza la marea; ti concentrerai su come tornare a casa tra i coccodrilli, le paludi di mangrovie e il tanfo di fango. Ti chiederai perché sei venuta nell’Africa occidentale e hai toccato un tale livello di assurdità, e perché ti è venuto in mente di lasciare la pittura e il giardinaggio per essere così stupida da avventurarti nelle paludi di mangrovie. (…)”  (Viaggi in Africa occidentale, 1897).

Le foto sono prese dal web.

Mary Kingsley: travel in West Africa

Mary Kingsley: travel in West Africa

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